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KPI & Impatto

Gli indicatori di performance di The Coherence Atlas sono progettati per misurare la capacità dell’infrastruttura di documentare, trasmettere e rendere interoperabile il patrimonio artigianale immateriale, in coerenza con standard europei e principi di tutela non estrattiva.

I KPI non misurano performance economiche o scalabilità, ma qualità metodologica, governance, accessibilità e continuità culturale.

Cornice istituzionale dei KPI

I KPI di The Coherence Atlas sono costruiti in coerenza con le principali cornici europee e internazionali per la valutazione dell’impatto culturale. In particolare, si ispirano al concetto UNESCO di safeguarding come processo continuo, alla Convenzione di Faro sul valore sociale del patrimonio culturale e alle linee guida europee sulla valutazione di infrastrutture culturali come beni pubblici digitali.
L’impatto non è inteso come crescita quantitativa, ma come capacità di garantire continuità culturale, accesso equo e interoperabilità nel tempo.

KPI come strumenti di tutela, non di performance

Gli indicatori non sono concepiti come strumenti di controllo produttivo o di ottimizzazione, ma come dispositivi di garanzia: verificano che la piattaforma continui a operare secondo i propri principi fondativi di non estrazione, non standardizzazione e rispetto delle heritage communities.
In questo senso, i KPI funzionano come meccanismi di protezione del metodo, non come metriche di mercato.

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Come misuriamo l'impatto

La misurazione dell’impatto segue una catena logica di valutazione, che collega:

Output → qualità dei dati culturali
Outcome → utilizzo e riuso istituzionale
Impatto → continuità e circolazione del sapere nel tempo

Output

Qualità metodologica dei dati:

  • completezza PROCESS–DECISION–TIME–MATTER

  • conformità a standard EDM / CIDOC-CRM

  • tasso di validazione metodologica

Outcome

Riuso istituzionale e scientifico:

  • integrazione in contesti di ricerca

  • citazioni scientifiche

  • adozione del Coherence Framework™

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Impatto

Continuità e circolazione del sapere:

  • trasmissione intergenerazionale

  • accessibilità cross-border

  • permanenza oltre i cicli di progetto

Lettura sistemica della catena di impatto

Questa catena logica riflette una visione ingegneristica dell’infrastruttura culturale:
l’Output misura la qualità strutturale del dato,
l’Outcome misura la sua capacità di circolare in ambienti istituzionali e scientifici,
l’Impatto misura la sopravvivenza culturale del processo nel tempo.

In questo modello, la solidità tecnica è condizione necessaria, ma non sufficiente: solo quando i dati strutturati vengono riutilizzati senza perdere coerenza metodologica si produce reale valore culturale.

Safeguarding without freezing come criterio di impatto

L’impatto non viene misurato in termini di conservazione statica, ma secondo il principio di safeguarding without freezing:
un processo è tutelato quando resta riconoscibile mentre si trasforma.
I KPI sulla trasmissione intergenerazionale e sulla documentazione delle varianti contemporanee servono a rendere osservabile proprio questa capacità di adattamento culturale.

Trasparenza metodologica dei KPI

Tutti i valori indicati devono essere letti come target progettuali e non come risultati acquisiti.
Questo rende la pagina KPI non uno strumento promozionale, ma una dichiarazione di responsabilità metodologica: ogni indicatore è una promessa verificabile, non un dato di marketing.

Parametri di monitoraggio

(ipotesi progettuali)

  • Baseline di riferimento: versione iniziale dell’infrastruttura (v1.0)

  • Orizzonte temporale di osservazione: medio periodo (24–36 mesi)

  • Frequenza di rilevazione:

    • trimestrale (KPI operativi)

    • annuale (KPI di impatto)

    • on-demand (KPI di rischio e governance)

→ Per approfondire la Theory of Change e l’European Added Value: Impatto ed European Added Value

≥90%

 

asset con metadati strutturati EDM-compliant

≥70%​

casi con variabilità e decisioni documentate

≥6

heritage communities coinvolte attivamente

0

tutorial tecnici step-by-step pubblicati

Struttura ingegneristica della matrice KPI

La matrice KPI è progettata come sistema multilivello che collega:

  • dati culturali (record e metadati)

  • governance editoriale

  • interoperabilità tecnica

  • diritti delle comunità

  • accessibilità pubblica

  • sostenibilità istituzionale

In questo senso, la matrice funziona come una mappa di controllo dell’infrastruttura, non come una semplice dashboard di performance.

Catena di responsabilità dell’infrastruttura

Questa sequenza descrive una vera e propria catena di responsabilità culturale:

se i dati non sono strutturati → non sono interoperabili
se non sono interoperabili → non sono riutilizzabili
se non sono riutilizzabili → non generano impatto
se non generano impatto → non tutelano il patrimonio

I KPI servono a rendere verificabile ogni passaggio di questa catena.

Matrice completa KPI

 

Gli indicatori sono allineati agli obiettivi strategici e ai deliverable dell’infrastruttura, e ordinati secondo la seguente catena logica:

data quality → interoperabilità → metodo → governance → accessibilità → uptake → impatto → safeguarding → no tutorial

Ogni KPI include:

  • target minimo progettuale

  • metodologia di misurazione

  • fonti di verifica

(Tabella KPI invariata nei contenuti, ma intesa come target progettuali e non risultati acquisiti)

Audit-readiness come principio progettuale

Ogni KPI è costruito per essere auditabile da terzi:
ricercatori, istituzioni, enti finanziatori e organismi di controllo devono poter verificare autonomamente la validità delle misurazioni.
Questo rende l’infrastruttura compatibile con contesti grant-based europei e programmi di ricerca strutturata.

Obiettivo
Patrimonio
Attività
KPI
Target
Fonte
Ricerca accademica
Pubblicazioni scientifiche
Citazioni in letteratura peer-reviewed
N° pubblicazioni che citano l'infrastruttura
≥15
Bibliometrics10
Utilizzo istituzioni cultural
API e export dati
Integrazione con repositori esterni
N° istituzioni partner attive
≥10
API usage analytics9
Divieto tutorial tecnici
Contenuti pubblicati
Content governance review
N° tutorial step-by-step
0
Editorial review8
Safeguarding without freezing
Modelli di trasmissione
Documentazione adattamenti contemporanei
% casi con evoluzione documentata
≥60%
Analisi etnografica7
Accessibilità WCAG 2.1 AA
Piattaforma
Test accessibilità automatici + manuali
Score conformità WCAG
≥95%
Audit WCAG6
Controllo comunitario (CARE)
Contenuti sensibili
Implementazione disclosure levels
% asset con disclosure definito da comunità
100%
Audit CARE compliance5
Coinvolgimento comunità
Heritage communities
Documentazione partecipativa
N° comunità attive
≥6
Accordi partnership4
Documentazione variabilità
Casi studio
Analisi decisioni e variazioni contestuali
% casi con variabilità documentata
≥70%
Peer review scientifica3
Interoperabilità europea
Asset pubblici
Conformità Europeana Publishing Framework
% asset pubblicabili su Europeana
≥85%
Europeana validator2
Documentazione strutturata
Tutti gli asset
Metadatazione EDM-compliant
% asset con metadati completi
≥90%
Audit metadati1

Fonti di verifica
Le fonti di verifica includono, a titolo esemplificativo:

1 Audit metadati: Analisi automatica conformità schema EDM tramite validator Europeana + revisione manuale sample 10%

2 Europeana validator: Europeana Publishing Framework validation tool

3 Sistema badge interno: Record con badge "Framework-compliant" rilasciato da comitato scientifico dopo validazione P-D-T-M completo

4 Peer review scientifica: Comitato scientifico + revisori esterni specializzati in etnografia e antropologia dell'artigianato

5 Accordi partnership: MoU firmati con heritage communities, documentazione consenso informato per disclosure levels

6 Audit CARE compliance: Checklist conformità CARE Principles verificata da comitato etico + rappresentanti comunità

7 Audit WCAG: Automated testing (axe-core, WAVE) + manual testing secondo WCAG 2.1 AA guidelines

8 API usage analytics: Log accessi autenticati + feedback survey istituzioni partner

9 Accordi adozione: Istituzioni che implementano il Framework autonomamente (verificabile tramite dichiarazione pubblica o MoU)

10 Bibliometrics: Google Scholar + Scopus monitoring citazioni pubblicazioni peer-reviewed

11 Analisi etnografica: Field research + interviste semi-strutturate su adattamenti contemporanei pratiche tradizionali

12 Editorial review: Content Governance v1.0 compliance check + tone of voice analysis (istituzionale, non-tutorial)

13 Log comitato etico: Sistema interno di ticketing per segnalazioni etiche, misurazione tempo dalla ricezione alla risposta formale

14 Audit disclosure: Verifica trimestrale conformità livelli Public/Restricted/Not publishable, cross-check con consenso informato portatori di sapere

Le metodologie di verifica sono progettate per essere trasparenti, tracciabili e audit-ready.

Separazione tra valutazione tecnica ed etica

Le fonti di verifica sono intenzionalmente suddivise tra:

  • strumenti tecnici (validator, analytics, test WCAG)

  • valutazioni scientifiche (peer review, analisi etnografica)

  • valutazioni etiche e comunitarie (CARE, disclosure, consenso informato)

Questa separazione garantisce che nessun singolo criterio domini sugli altri, mantenendo equilibrio tra rigore tecnico e responsabilità culturale.

I KPI come base per la sostenibilità

La sostenibilità dell’infrastruttura non è economica ma culturale e istituzionale.
I KPI permettono di dimostrare che The Coherence Atlas può diventare:

  • riferimento accademico

  • strumento per politiche pubbliche

  • infrastruttura di cooperazione culturale europea

solo perché è misurabile, verificabile e metodologicamente coerente.

Sostenibilità e uso post-progetto

(modello previsto)

La sostenibilità dell’infrastruttura è progettata attraverso un modello multilivello, che combina:

  • integrazione progressiva in contesti accademici e di ricerca

  • governance scientifica e metodologica

  • coinvolgimento continuativo delle heritage communities

  • architettura tecnica modulare e interoperabile

Le collaborazioni istituzionali e accademiche sono in fase di dialogo ed esplorazione, e potranno contribuire alla continuità dell’infrastruttura in funzione dei processi di formalizzazione.

Hosting, curatela e governance

(assetto progettuale)

 

Hosting e infrastruttura tecnica

 

Modello progettato per garantire continuità, backup e accessibilità nel medio-lungo periodo.

 

Curatela scientifica

 

 

 

Sistema di peer review e aggiornamento metodologico previsto a supporto dell’evoluzione del Framework.

 

Governance partecipativa

 

 

Coinvolgimento strutturato delle heritage communities nei processi decisionali relativi a contenuti, disclosure ed evoluzione dell’infrastruttura.

Le informazioni relative a tempistiche, istituzioni e sostenibilità riflettono lo stato di avanzamento progettuale e sono soggette a evoluzione in base ai processi di formalizzazione.

Continuità come proprietà sistemica

La continuità dell’infrastruttura non dipende da un singolo ente, ma dalla combinazione di:

  • governance scientifica

  • infrastruttura tecnica stabile

  • adozione istituzionale

  • coinvolgimento delle heritage communities

I KPI servono a monitorare questa continuità come proprietà sistemica, non come progetto isolato.

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